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Autonomi occasionali: comunicazione preventiva

La legge 17 dicembre 2021, n. 215, di conversione del decreto -legge 21 ottobre 2021, n. 146 (cd. Decreto Fiscale), ha introdotto un nuovo obbligo di comunicazione preventiva all’Ispettorato del lavoro territorialmente competente per i committenti che si avvalgono di prestazioni di lavoro autonomo occasionale, al fine di svolgere attività di monitoraggio e di contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale.

Viene quindi introdotto un nuovo obbligo di comunicazione in capo al committente che, nel momento in cui si avvale di prestazioni di lavoro autonomo occasionale dovrà effettuare la preventiva comunicazione all’Ispettorato territorialmente competente.

Il nuovo adempimento ricalca quello già presente nel nostro ordinamento per la comunicazione delle “chiamate” per il contratto di lavoro intermittente.

Il nuovo obbligo di comunicazione preventiva del lavoro autonomo occasionale diventa “requisito necessario” per lo svolgimento dell’attività: in caso di violazione degli obblighi si applica la sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2.500 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione.

Le modalità di comunicazione preventiva per i rapporti di lavoro autonomo occasionali sono analoghe alle modalità operative di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n.81/2015, in base alle quali, prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicarne la durata alla direzione territoriale del lavoro competente per territorio, mediante sms o posta elettronica.

Modifica alla disciplina sul limite all’utilizzo del contante

L’articolo 5-quater del decreto-legge in esame, modificando il comma 3-bis dell’articolo 49 del decreto legislativo n. 231/2007, novella la disciplina delle limitazioni all’utilizzo del contante, la cui soglia è fissata a 1.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Dal 10 gennaio 2022 nuove regole per Green pass e quarantena precauzionale 

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 309 del 30 dicembre 2021, il decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229 recante misure urgenti per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria.

In particolare, il decreto prevede che dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 l’accesso ai seguenti servizi e attività:

  1. a) alberghi e altre strutture recettive nonché ai servizi di ristorazione prestati all’interno degli stessi anche se riservati ai clienti ivi alloggiati;
  2. b) sagre e fiere, convegni e congressi;
  3. c) feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose.

Il Green pass sarà richiesto anche per l’utilizzo dei mezzi di trasporto e per l’accesso e l’utilizzo dei seguenti servizi e attività:

  1. a) impianti di risalita con finalità turistico-commerciale, anche se ubicati in comprensori sciistici;
  2. b) servizi di ristorazione all’aperto;
  3. c) piscine, centri natatori, sport di squadra e di contatto, centri benessere per le attività all’aperto;
  4. d) centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all’aperto.

Inoltre, sempre dal 10 gennaio 2022 è previsto che in zona bianca, l’accesso agli eventi e alle competizioni è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 e la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento all’aperto e al 35 per cento al chiuso rispetto a quella massima autorizzata. 

Contenimento della diffusione del COVID-19 

Il decreto disciplina la misura della quarantena precauzionale disponendo che non si applichi a coloro che, nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione o successivamente alla somministrazione della dose di richiamo, hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19.

Tali soggetti sono obbligati di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi al COVID-19, e di effettuare un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.

La disposizione deve essere applicata anche alle persone sottoposte alla misura della quarantena precauzionale alla data di entrata in vigore del decreto.

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